Nel precedente articolo sulla coagulazione del sangue ,processo estremamente complesso, abbiamo visto che i fattori che iniziano la cascata coagulativa ,in sede di ferita ,partono dalla lesione endoteliale; questo processo non si estende a tutto il sistema vascolare, perchè a monte e a valle della ferita vascolare l'endotelio è intatto e da esso vengono prodotte sostanze chimiche che inibiscono la coagulazione.

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coauguloIn un articolo precedente  abbiamo visto che per le piccole ferite può essere sufficiente,  per chiudere la ferita, soltanto l'aggregazione piastrinica e la contrazione muscolare. Per ferite più importanti questo non è sufficiente e si innesta il processo della coagulazione del sangue.

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Il sistema cardiocircolatorio, per mantenere al meglio il flusso ematico in tutto il corpo per fornire le sostanze necessarie alla sopravvivenza delle cellule, deve mantenere la pressione arteriosa entro dei precisi parametri che sono60/90 -80/140. mm.di HG ; al di sotto di 90/60 si ha l'ipotensione arteriosa, cioè il sangue non riesce ad avere un flusso adeguato a nutrire gli organi essenziali alla vita, soprattutto il cervello.

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Nel 2015 i premi Nobel per la chimica sono andati a tre biologi che hanno studiato i meccanismi di riparazione del DNA. Questi biologi sono: Toms Lindhal, Paul Modrich, e Aziz Sancar. Questi biologi hanno scoperto che il DNA è una molecola molto instabile e subisce ogni giorno migliaia di cambiamenti delle basi nucleotidiche.

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Una legge di natura fondamentale è la forza di gravità che è la forza che attira verso il basso, verso la superficie terrestre, tutte le cose che hanno massa. Anche il sangue possiede una massa, e tende, quando noi siamo in posizione eretta a spostarsi verso il basso, cioè verso le estremità inferiori del corpo. Noi sappiamo che la pressione arteriosa che dà l'impulso al sangue di circolare è determinata da tre componenti: la forza della contrazione cardiaca, con funzione di pompa, la quantità di sangue circolante, e la resistenza periferica delle arteriole: esiste la pressione sistolica e la pressione diastolica, ma è importante la pressione media tra le due chiamata MAP che indica la pressione continuativa che determina il flusso costante nel corpo.

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Come abbiamo visto in precedenti articoli il sistema cardiocircolatorio necessita di molti controlli a vari livelli per funzionare correttamente. Ma c'è un altro problema che il corpo umano deve risolvere se si vuole che il sistema circolatorio funzioni bene ed è quello di una rottura accidentale di un vaso sanguigno.

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pressione arteriosaAbbiamo già visto in un precedente articolo che la pressione arteriosa è quella proprietà del sistema cardiocircolatorio che fa superare le forze naturali d'inerzia, dell'attrito e della forza di gravità. Questa pressione deve però essere regolata bene, nelle più svariate circostanze della nostra vita, come lo stare supini ,alzarsi improvvisamente assumendo la posizione eretta, il correre .il camminare, lo stare in posizione invertita a testa in giù, etc.

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Per flusso ematico si intende la quantità di sangue che passa nell'unità di tempo in un punto del sistema circolatorio e si denomina con la sigla Q.Con la formula Q=P/R si intende che il flusso sanguigno è proporzionale direttamente alla pressione arteriosa P e inversamente proporzionale alle resistenze vascolari R.E questo è facilmente intuibile ;per fare un esempio banale  in autostrada  a 3 corsie lo scorrimento delle auto è più veloce che in strada stretta ad una corsia.

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Abbiamo visto in precedenti articoli che il cuore è  altamente efficiente quando funzionano bene le arterie coronariche, le valvole cardiache e il sistema muscolare ,ma esiste un quarto sistema che contribuisce ed è essenziale all'efficienza cardiaca ,ed è il sistema del pacemaker, cioè il sistema della regolazione del ritmo cardiaco.

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Qualcuno potrebbe chiedermi: cosa c'entra l'ipertensione arteriosa con l'evoluzione Darwiniana? Eppure c'entra, eccome. Mi spiego: per avere una pressione adeguata, come ho già detto altre volte, ci vogliono tre fattori: la forza sistolica del cuore, il volume del liquido ematico circolante nelle arterie, e le resistenze vascolari periferiche. Però non basta che ci siano questi fattori, essi devono stare entro parametri numerici precisi ,in modo che la pressione arteriosa stia normalmente tra 90/60 e 140/90. In altre parole i numeri reali danno conseguenze reali per la sopravvivenza.

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La circolazione del sangue ,per essere efficiente necessita ,come abbiamo già visto in recedenti articoli, di una pompa aspirante e premente di grande efficienza e l'Intelligenza che ha creato la vita, ha progettato il cuore, con le sue quattro caratteristiche che lo rendono perfettamente funzionante e cioè la forza muscolare contrattile, il sistema vascolare coronarico, il sistema valvolare e il pacemaker elettrico. Ma per vincere le leggi naturali dell'inerzia, della forza di gravità e dell'attrito, deve esistere un quinto elemento, la pressione arteriosa. La pressione arteriosa si può definire quella forza che preme contro le pareti delle arterie e che fa si che si possano vincere le tre forze che ostacolano il cammino del sangue in tutto il corpo, e cioè la forza di inerzia, la gravità e l'attrito. Quando il cuore si contrae, spinge il sangue con forza contro le pareti delle grandi arterie e si ha la cosiddetta pressione sistolica; ma durante la diastole, il periodo di rilasciamento del cuore, continua a circolare il sangue e, circolando mantiene una certa pressione sulle arterie e questa pressione si chiama pressione diastolica.

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