Come si spiegano tutti quei casi in cui una struttura non ha senso né funzione se non quando ha raggiunto il suo "stato evolutivo" finale? Durante una ipotetica evoluzione di questi organi, gli intermedi non sarebbero serviti allo scopo finale e quindi non avrebbero dato nessun vantaggio selettivo all'animale. Anzi, in molti casi l'animale provvisto di questi organi ancora inutili ne sarebbe risultato svantaggiato, ma nonostante ciò avrebbe continuato a portarsi dietro per milioni di anni, generazione dopo generazione, questre strutture con il solo scopo di permettere all'evoluzione di agire e raggiungere un risultato finale che -finalmente- potesse servire a qualcosa.

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orangoLa ricerca non ha mai fine», diceva il filosofo della scienza Karl Popper e in effetti chi segue la teoria dell'evoluzione da quando è stata formulata per la prima volta da Charles Darwin nel 1859 lo può confermare a suon di prove. Generazioni intere hanno studiato sui libri di scuola che l'uomo deriva da un ipotetico primate di tipo scimmiesco che, a sua insaputa, per grazia ricevuta, ha avviato una serie di progressive trasformazioni dell'intera anatomia, che lo hanno condotto, per mutazione e per selezione naturale, ad un esito imprevisto: a diventare un essere intelligente e consapevole, capace di interrogarsi sul passato, sul presente e sul futuro. E tutto questo processo di "ominazione" - secondo questa concezione - è avvenuto lungo una linea diritta.

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Purtroppo per il neodarwinismo più passa il tempo e maggiormente diviene palese l’inconsistenza della loro scuola, da sempre l’esperimento di Lenski veniva presentato dai vari referenti dell’evoluzionismo nostrano come prova empirica della loro teoria. Il mondo antievoluzionista aveva più volte ribadito che l’esperimento sopra citato non comportava la comparsa di nuova informazione e che non era quindi testimonianza di nulla, anzi si era specificato in diverse pubblicazioni il contrario. In diverse occasioni sono stato attaccato di non conoscere l’esperimento e di negare l’evidenza dei “FATTI”, già M. Gerogiev nel suo libro aveva dimostrato gli errori di Ayala e di Lenski ma come sappiamo il mondo Evoluzionista è offuscato dalla menzogna materialista e quindi continua a commettere grossolani errori.

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“Le Scienze” e la fine dell’evoluzione umana

Un articolo a firma del direttore di Le Scienze, Marco Cattaneo, mostra involontariamente le contraddizioni della teoria neodarwiniana.

Più che della fine dell’evoluzione umana sembra che si parli della fine della teoria stessa.

L’articolo a firma di Marco Cattaneo, direttore di Le Scienze, intitolato “La fine dell’evoluzione umana?” è stato pubblicato il 23 settembre sul sito della rivista ma il giorno prima era stato proposto ai lettori del quotidiano Repubblica.

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L’evoluzione avviene per gradi e tempi lunghissimi, questa e’ la tesi su cui si basa il neodarwinismo; il periodo denominato Cambriano e’ pero’ sicuramente un grandissimo problema.

Questa volta è ospite (compagno di trasmissione)del duo Pennetta-Fratus uno dei collaboratori del neo-nato evoluzione scientifica ,Carlo Alberto Cossano, che si interessa in particolar modo di libri e vicende sul fronte del l’antidarwinismo oltre oceano. Per ultimo “Darwin’s Doubt”

che ha recensito e nel quale si parla anche del Cambriano.

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