Ogni cosa che puoi immaginare, la natura l'ha già creata. 

     A. Eistein

promo calendario

 

Calendario AISO 2015

12 mesi di splendide immagini sulla natura con pensieri tratti dalle Scritture

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DiskussionIn riferimento all'articolo LA CELLULA NEURONALE ALTAMENTE PROGETTATA, un lettore ironizza e scrive al dott. Nobile (autore dell'articolo) il quale, senza problemi, risponde.

 

LETTORE:
Divertente. Molto, molto divertente. Sorvoliamo sul fatto che io non mi affianco a nessun tipo di credenza fondamentalista, e dunque non sono neanche "Evoluzionista". Ho le mie credenze intime e personali riguardo molti fenomeni, naturali et non, ma non prescindono dall'empirismo. Tuttavia questo è un discorso non funzionale, quindi lascio perdere: voglio tuttavia ripetere che, appunto, non sono Evoluzionista, o Creazionista, o qualunque altra cosa sia possibile citare. Sia per i contenuti che per l'ordine di pensiero attorno il quale si costruisce cadauna delle cose citate e non citate.
1) Non ho osato smentire e neanche dare accenni di conferma riguardo la possibilità del progetto. La scienza intesa secondo il senso che le si da modernamente non è in grado, al presente, di fornire prove che possano 'debunkarlo' o confermarlo tramite i suoi mezzi, i suoi metodi, i suoi intenti. Al più è possibile dire che è un dominio di conoscenza che non le spetta, che non le interessa, cui non ha intenzione d'appropinquarsi. Qualunque uomo di scienza, fino a prova contraria, che provi a 'negare o confermare' tale fatto semplicemente non fa scienza ma fa solo spettacolo e palesa ridicolaggine. Quando mi si darà prova che l'una o l'altra posizione abbiano da parte loro delle ragioni concrete (IN CAMPO SCIENTIFICO, voglio sottolineare) sarò contento di cambiare criticamente idea.
2) Tutte le assunzioni fatte in tal sede dall'altro individuo sono ipotesi. Ipotesi le quali non prevedono la presenza di prove concrete alla conferma, o quanto meno non vengono mostrate neanche per un attimo o attraverso una singola lettera. E la ragione è fallace, non perfetta, ricca di carenze e debole. "La Scienza" (e così chiamandola par quasi di darle una vita a sé) di questo è consapevole, pur provando a sfruttar tale ragione al meglio con lo scopo di concederci informazioni il più possibile plausibili. Ma non voglio cadere in discorsi ontologici, o inerenti la metodologia della ricerca, e la misurazione.

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Domanda del lettore

Se è questa la sua dimostrazione che non servono prove per dimostrare l’esistenza di Dio, allora è messo davvero male.

1° Non esiste nessun “Teorema di Goldbach”. Si tratta della “Congettura di Goldbach”. Ed è una congettura proprio perchè non è mai stata dimostrata. E non è “assolutamente vero” come lei, scorrettamente insinua (tanto la gente che ne sa di matematica), ma è “potenzialmente” vera. La congettura di Goldbach è una probabile verità, ovvero si reputa che sia vera (alcuni matematici la pensano diversamente) ma finché non verrà dimostrata è solamente una ipotesi, appunto una congettura (come il vostro Dio). Per quello è un problema APERTO della matematica.

2° L’uso che fa del teorema (lui sì) di Godel è ridicolo. Il teorema di incompletezza ha a che fare con la logica di primo grado, ovvero su una logica basata sugli enunciati e le regole della logica proposizionale. Dio non c’entra una mazza con questo. Dio non è un assioma matematico, ma è qualcosa (secondo lei) che ha a che fare con la realtà fisica che ci circonda. Un assioma matematico non crea il pianeta Terra, Dio sì. Quindi utilizzare Godel per spiegare che si può parlare dell’esistenza di Dio senza dimostrazioni è una baggianata da prima elementare.

3° Il libro di Paulos non è una risposta a quello di Godel e la matematica, lì, non c’entra nulla. Infatti il titolo originale è “Irreligion”. Il titolo “La prova matematica dell’esistenza di Dio” è una trovata della casa editrice italiana. Ma lei questo lo sapeva perchè il libro lo ha letto…..vero?

 

Risposta di Catalano

Gentile Signore,

Scusi se non conosco il suo nome ma  il Dr Fratus mi ha trasmesso solo il suo intervento.

Mi permetta un’osservazione preliminare : l’uso del sarcasmo e del dileggio gratuito non aggiunge proprio nulla alla forza dei suoi argomenti  ma ,al contrario, svilisce l’eccellenza formale della sua dotta disquisizione .

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Su Oggiscienza e su Pikaia l'insinuante sospetto. La risposta però è "niente".

Ma la stessa risposta non si può dare su cosa si nasconde dietro i Darwin Day.

L'articolo è del 5 Maggio, e dopo essere stato pubblicato su Oggiscienza (la testata che di tanto in tanto ospita anche gli sfoghi dell'ossimorica ocasapiens) con il titolo "Mendel, Darwin e il conflitto inventato", stato pubblicato due giorni dopo su Pikaia, il portale dell'evoluzione.
In sintesi si tratta di un'analisi delle motivazioni che sono state all'origine dell'iniziativa dei Mendel Day, un'analisi fatta riportando alcuni brani di Francesco Agnoli, uno dei fondatori dell'iniziativa in questione. L'articolo è a firma di Michele Bellone che si dimostra tra l'altro non convinto che la scienza moderna sia un prodotto dell'Europa cristiana e della sua visione del mondo che integrò il pensiero greco con quello giudaico, cosa che però si può facilmente verificare andando a vedere quando e dove sono vissuti Galileo e Bacon. Basterebbe una breve ricerca, è sufficiente Wikipedia.

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