Gli evoluzionisti affermano che il prerequisito dell'evoluzione Darwiniana è semplicemente un sistema auto-replicante capace di variazioni ereditabili. Da esso l'evoluzione avrebbe prodotto tutte le forme viventi, dall'ameba alle balene, per mezzo di piccole variazioni casuali e della selezione naturale.

Per rendersi conto dell'assurdità intrinseca di tutto ciò, può essere utile ricorrere ad un'analogia basata sul gioco di carte chiamato "poker", che tutti conoscono. Possiamo pensare l'evoluzione Darwiniana come un particolare gioco di poker, stabilendo le seguenti correlazioni:

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L'epatocita è la cellula fondamentale di quell'organo fondamentale per la vita che è il fegato. Si può paragonare ad un sofisticato laboratorio chimico oppure anche ad una fabbrica di prodotti chimici che vengono importati ,trasformati ed elaborati e poi dismessi modificati per servire alle varie esigenze dell'organismo. L'unità funzionale del fegato è il lobulo che è una struttura a forma poligonale in cui sono presenti cordoni di epatociti disposti in modo ordinato in modo che il polo basale della cellula poggia verso il circolo sanguigno portale proveniente dall'intestino e il polo apicale poggia su un canalicolo biliare ,il trasportatore della bile.

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La respirazione è un processo assolutamente necessario a tutte le cellule eucariote e procariote e ha lo scopo di degradare molecole semplici come il glucosio o gli acidi grassi traendo da esse l'energia necessaria a tutte le funzioni della cellula. Il processo biochimico della respirazione si svolge in ogni cellula; negli organismi pluricellulari e soprattutto in quegli superiori come i mammiferi e l'uomo esistono degli organi e degli apparati che hanno la finalità di trasportare l'ossigeno ,essenziale per la respirazione aerobia in ogni cellula. Questi due meccanismi molecolari da una parte e macroscopici dall'altra sono altamente integrati ed indissolubili. In questo scritto di oggi parlo brevemente del meccanismo molecolare presente in ogni cellula e parto dal glucosio che è la molecola più importante e frequente che agisce da produttore di energia.

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L'olfatto è l'organo per cui noi percepiamo gli odori, sembra semplice la percezione degli odori ma se si scava a fondo nell'esaminare i meccanismi biochimici deputati alla percezione si vede subito la sua complessità irriducibile. L'organo dell'olfatto è situato nel pavimento superiore della cavità nasale ed è composto da 10 milioni di cellule olfattive che sono cellule nervose modificate di tipo bipolare. Il polo rivolto verso la cavità nasale è rivestito da una miriade di estroflessioni chiamate microvilli ,nella loro superficie esistono delle microcavità rivestite da proteine di membrana, molto diverse le une dalle altre perchè sono i recettori delle svariate sostanze odorose che arrivano a loro contatto  sciolte nel muco prodotto da speciali cellule ghiandolari che sono presenti accanto alle cellule bipolari. Si calcola che il 4% dei geni presenti nel DNA umano codificano per i vari recettori dell'olfatto.

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L'udito, nei mammiferi è una di quelle strutture che immediatamente gridano la progettualità. Descrivo brevemente il meccanismo. A partire dalla sorgente sonora il suono che consiste in vibrazioni meccaniche simili ad onde si propaga attraverso l'aria e giunge al padiglione auricolare dove viene amplificato 20 volte e attraverso il condotto uditivo arriva presso una membrana chiamata membrana timpanica che entra anch'essa in vibrazione che si trasmette nella cassa del timpano alla catena degli ossicini martello, incudine e staffa che si muovono indotti dalla vibrazione della membrana del timpano.

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