Tutte le difficoltà affrontate nel paragrafo precedente, sono state incontrate per sintetizzare soltanto i "mattoni" - i monomeri, per dirla con il termine tecnico - delle macromolecole biologiche.

Passando poi alla seconda fase della "evoluzione chimica" quella in cui le "molecole prebiotiche" avrebbero reagito tra di loro per formare polisaccaridi, polipeptidi - e poi proteine - e polinucleotidi - e poi acidi nucleici -, che unendosi insieme avrebbero formato i primi organismi, le difficoltà salgono alle stelle. Qui il "caso" invocato dagli abiogenisti si rivela molto, molto intelligente.

Anche tralasciando il fatto che, negli anni 1980, le difficoltà esposte hanno portato i ricercatori più seri del settore a dubitare che possa mai essere esistito un "brodo prebiotico", come da questo "brodo prebiotico" siano potuti nascere per caso organismi viventi non è mai stato spiegato esaurientemente da nessuno.

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Charles Darwin, buonanima, avrebbe compiuto duecentocinque anni il 12 febbraio. Certo il fatto merita menzione, considerando l'enorme impatto delle sue teorie sul mondo scientifico, filosofico, letterario. Ovunque celebrato come pioniere del progresso, paladino della verità scientifica contro ogni dogmatismo, egli era al tempo stesso molto umano e certo avrebbe profondamente disapprovato la strumentalizzazione del suo pensiero poi operata dai suoi seguaci: giacché il darwinismo sociale e l'eugenetica furono derivazioni malate dell'evoluzionismo. Cosi, almeno, recita la vulgata internazionale del politicamente corretto.
Per capire meglio, consideriamo un brano tratto dall'opera darwiniana di più vasto respiro, l'Origine dell'uomo (1871). Al capitolo quinto si trova questa importante considerazione:
"Tra i selvaggi, i deboli nel corpo o nella mente vengono presto eliminati; così che, normalmente, chi sopravvive esibisce uno stato di salute vigoroso. Noi uomini civilizzati, invece, facciamo tutto ciò che è in nostro potere per controllare il processo di eliminazione: costruiamo ospizi per gli imbecilli, gli storpi, i malati; istituiamo leggi che proteggano i poveri; e i nostri medici investono tutta la loro abilità per cercare di salvare la vita di ciascuno fino all'ultimo momento.

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Gli evoluzionisti affermano che il prerequisito dell'evoluzione Darwiniana è semplicemente un sistema auto-replicante capace di variazioni ereditabili. Da esso l'evoluzione avrebbe prodotto tutte le forme viventi, dall'ameba alle balene, per mezzo di piccole variazioni casuali e della selezione naturale.

Per rendersi conto dell'assurdità intrinseca di tutto ciò, può essere utile ricorrere ad un'analogia basata sul gioco di carte chiamato "poker", che tutti conoscono. Possiamo pensare l'evoluzione Darwiniana come un particolare gioco di poker, stabilendo le seguenti correlazioni:

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Una trattazione chiara di quale sia lo stato attuale della teoria neo-darwiniana, delle sue problematiche e delle prospettive future.

Nella puntata di questa settimana si inizia facendo una digressione sul tema per parlaredell'intervista offerta dal dott.Bellone al Darwin Day di Terni ai microfoni dei ragazzi di Losai.eu.Michele Bellone pochi giorni prima aveva pubblicato un articolo intitolato "L'evoluzione dell'antidarwinismo", in cui il ricercatore sceglieva di non confutare le argomentazioni antidarwiniste, di non controargomentarle, di non parlarne proprio per concentrarsi sull'aspetto della comunicazione della scienza in riferimento all'antidarwinismo e agli antidarwinisti. Delineando tuttavia una figura mitologica di kriptocreazionista che popola i sospetti di Bellone e, probabilmente, anche i pensieri di altri neodarwinisti come la dott.ssa Mautino, ma di cui non esiste traccia, ma resta una leggenda, un Tarzan, un ippogrifo. Ovviamente ognuno è invitato a valutare se sia un qualcosa di reale, di presumibile,oppure di fantasioso come sostengo in tutta tranquillità. Articolo fra l'altro a cui il prof.M.Forastiere aveva dato una risposta sulle pagine di CS.
Va infatti detto che sebbene risulti chiaro che lo scopo dell'articolo di Bellone non fosse quello di affrontare uno per uno o i principali argomenti antidarwinisti per confutarli non cambia il fatto che in quell'articolo viene dichiarato che le argomentazioni antidarwiniste(fra cui si fa riferimento esplicito a CS, cosa ribadita anche nell'intervista) sarebbero non scientifiche ed errate, una sorta di "trucco" per insinuare il creazionismo. Pennetta precisa come questa operazione sia a suo giudizio scorretta se non vengono spiegate le premesse (non viene minimamente argomentato né ci sono rimandi per vedere dove ciò venga fatto perché le argomentazioni antidarwiniste di Cs e non sarebbero errate).

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L'epatocita è la cellula fondamentale di quell'organo fondamentale per la vita che è il fegato. Si può paragonare ad un sofisticato laboratorio chimico oppure anche ad una fabbrica di prodotti chimici che vengono importati ,trasformati ed elaborati e poi dismessi modificati per servire alle varie esigenze dell'organismo. L'unità funzionale del fegato è il lobulo che è una struttura a forma poligonale in cui sono presenti cordoni di epatociti disposti in modo ordinato in modo che il polo basale della cellula poggia verso il circolo sanguigno portale proveniente dall'intestino e il polo apicale poggia su un canalicolo biliare ,il trasportatore della bile.

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La pubblicazione di un romanzo col quale nasce il primo caso di fiction sul tema della teoria neodarwinista e le sue applicazioni tecnologiche.Un modo nuovo per veicolare efficacemente tematiche altrimenti riservate ad un ambito ristretto.

 "Ciò di cui non si può teorizzare, si deve narrare", scriveva Umberto Eco sul risvolto di copertina del Nome della rosa, una frase che mi è venuta in mente quando ho finito di leggere il manoscritto di "Sapiens – troppo comodo morire". La lettura è infatti avvenuta prima della pubblicazione, dopo che l'autore (che preferisce rimanere anonimo) me l'aveva consegnato personalmente un po' di giorni prima. Il lavoro era ancora in preparazione quando ne avevamo parlato seduti al tavolino di un bar, appena riparati da un ombrellone sotto il sole estivo di Roma, l'idea di un romanzo costruito intorno alla teoria dell'evoluzione mi aveva colto impreparato e non riuscivo proprio ad immaginare come si sarebbe potuta costruire una storia del genere.

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L'olfatto è l'organo per cui noi percepiamo gli odori, sembra semplice la percezione degli odori ma se si scava a fondo nell'esaminare i meccanismi biochimici deputati alla percezione si vede subito la sua complessità irriducibile. L'organo dell'olfatto è situato nel pavimento superiore della cavità nasale ed è composto da 10 milioni di cellule olfattive che sono cellule nervose modificate di tipo bipolare. Il polo rivolto verso la cavità nasale è rivestito da una miriade di estroflessioni chiamate microvilli ,nella loro superficie esistono delle microcavità rivestite da proteine di membrana, molto diverse le une dalle altre perchè sono i recettori delle svariate sostanze odorose che arrivano a loro contatto  sciolte nel muco prodotto da speciali cellule ghiandolari che sono presenti accanto alle cellule bipolari. Si calcola che il 4% dei geni presenti nel DNA umano codificano per i vari recettori dell'olfatto.

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pensieroCome più volte ho detto nei miei scritti le cose più importanti nella vita delle cellule non sono soltanto la funzione specifica delle proteine ma il loro controllo ,cioè bisogna evitare che la funzione sia sregolata sia nel senso di eccesso che in senso di diminuzione ed esistono pertanto nelle cellule dei metazoi dei sistemi raffinati ed irriducibilmentecomplessi che regolano queste funzioni. Riguardo per esempio lamoltiplicazione cellulare esistono dei geni chiamati protooncogeni che inducono con vari meccanismi la cellula a duplicarsi. Uno di questi è per esempio un recettore di membrana che riconosce un fattore di crescita secreto in un determinato momento della vita

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La respirazione è un processo assolutamente necessario a tutte le cellule eucariote e procariote e ha lo scopo di degradare molecole semplici come il glucosio o gli acidi grassi traendo da esse l'energia necessaria a tutte le funzioni della cellula. Il processo biochimico della respirazione si svolge in ogni cellula; negli organismi pluricellulari e soprattutto in quegli superiori come i mammiferi e l'uomo esistono degli organi e degli apparati che hanno la finalità di trasportare l'ossigeno ,essenziale per la respirazione aerobia in ogni cellula. Questi due meccanismi molecolari da una parte e macroscopici dall'altra sono altamente integrati ed indissolubili. In questo scritto di oggi parlo brevemente del meccanismo molecolare presente in ogni cellula e parto dal glucosio che è la molecola più importante e frequente che agisce da produttore di energia.

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L’articolo originale pubblicato su Science è intitolato “Many Paths to the Origin of Life“, su Le Scienze è stato trattato in “Lo stato dell’arte delle teorie sull’origine della vita“, dove giustamente viene colta l’occasione per fare il punto della situazione sulle attuali conoscenze riguardo l’origine della vita. Nel titolo di Science viene subito dichiarato che esistono molti percorsi per spiegare l’origne della vita, si tratta di un’affermazione che non può che colpire chi si interessa dell’argomento, ma leggiamo direttamente le parole di Le Scienze:

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L'udito, nei mammiferi è una di quelle strutture che immediatamente gridano la progettualità. Descrivo brevemente il meccanismo. A partire dalla sorgente sonora il suono che consiste in vibrazioni meccaniche simili ad onde si propaga attraverso l'aria e giunge al padiglione auricolare dove viene amplificato 20 volte e attraverso il condotto uditivo arriva presso una membrana chiamata membrana timpanica che entra anch'essa in vibrazione che si trasmette nella cassa del timpano alla catena degli ossicini martello, incudine e staffa che si muovono indotti dalla vibrazione della membrana del timpano.

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