Negli articoli precedenti abbiamo visto che ,per avrei la salute deve circolare nel corpo una massa liquida, il sangue , nella quantità di 5 litri e deve circolare continuamente indietro e avanti per rifornire il corpo dell'ossigeno e di tutte le altre sostanze nutritizie e per eliminare le sostanze tossiche,Co2 attraverso i polmoni e le altre attraverso i reni. Questa massa liquida però obbedisce a delle leggi fondamentali della natura come l'inerzia ,l'attrito e la gravità, e non potrebbe circolare da sola in base a queste leggi. Un ingegnere dovrebbe progettare un sistema di pompa aspirante e premente e dei tubi che da essa partono e ad essa ritornano ,pompa azionata da qualche forma di energia ad attività continuativa e costante, pompa munita di valvole che impediscano al liquido circolante di ritornare indietro.

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Lo ione sodio, una volta fuoruscito dalle cellule tramite la pompa sodio-potassio, si concentra per il 90% nel liquido extracellulare, e nel circolo ematico trascinando con sé una proporzionale quantità di acqua contribuendo in modo fondamentale al mantenimento della volemia ematica e alla efficienza del circolo sanguigno. Ma come il corpo controlla la quantità di sodio ione presente? Esistono nel circolo sanguigno e soprattutto nei vasi renali dei sensori che sono sensibili alla trazione con  allargamento della parete arteriosa  alla stesso modo con cui l'aria gonfia un pallone o una gomma. Una volemia bassa che dipende ,come abbiamo visto dalla quantità di sodio presente nel sangue, stimola il sensore presente nei vasi sanguigni renali a produrre una notevole quantità di una sostanza proteica chiamata renina, mentre una alta volemia induce il sensore a produrre poca renina. La produzione di renina è quindi inversamente proporzionale al valore della volemia e quindi indirettamente al valore del sodio.

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Come si è detto nel precedente scritto, la quantità di ossigeno necessaria all’organismo a riposo è di 250 ml al minuto, per l’organismo al massimo sforzo è di 3500 ml al minuto. I chemiocettori e gli organi respiratori sono deputati a rispettare questi parametri. Il rifornimento di ossigeno al corpo è assicurato da tre componenti: la velocità di flusso dell’aria nei bronchi-polmoni, il riempimento di aria degli alveoli polmonari, ed infine lo scambio di ossigeno alveoli-capillari.

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Abbiamo visto in precedenti articoli che la perdita di 10 litri di acqua senza alcuna assunzione porta alla morte per disidratazione. Una persona a riposo perde un litro di acqua al giorno circa attraverso le urine, la respirazione e il sudore ,quindi se un individuo a causa di condizioni debilitate non può assumere acqua per via orale in 10 giorni muore per disidratazione. I reni in un giorno filtrano 180 litri di acqua attraverso i glomeruli. Il 90% viene riassorbita automaticamente  rimangono 18 litri che vengono assorbiti per il più del 90 % dai tubuli distali dei reni col sistema dell'ADH, osmocettori, recettori dell'ADH presso i tubuli renali.

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                                                                                                                                                                                                                                                                                                                             Abbiamo visto in precedenza che la distribuzione dell'acqua nei vari compartimenti del corpo ubbidisce a precisi parametri in assenza dei quali c'è la malattia e la morte. E precisamente i 2/3 dell'acqua deve essere contenuta all'interno delle cellule e un 1/3 al di fuori delle cellule. Del terzo fuori delle cellule l'80% deve essere distribuito nello spazio interstiziale tra le cellule e i vasi sanguigni e il 20% è presente nel sangue ed è chiamato plasma. Abbiamo visto anche che lo scambio corretto di acqua tra le cellule e lo spazio interstiziale è regolato dalle pompe sodio-potassio; come è regolato invece lo scambio di acqua (e soluti) tra lo spazio interstiziale e sangue? E' regolato dalla presenza e dalla funzione del sistema cardiocircolatorio.

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Abbiamo visto in precedenza che il corpo deve rispettare i 2/3 e 1/ 3 di distribuzione dell'acqua dentro e fuori dalle cellule perchè stia in salute, ma deve controllare anche la quantità totale di acqua che deve essere presente in tutto il corpo.

 Il nostro corpo infatti perde acqua continuamente, anzitutto attraverso la respirazione; ad ogni espirazione noi emettiamo anidride carbonica ed acqua sotto forma di vaporacqueo, e più la respirazione è frequente ,più acqua perdiamo.

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Il corpo umano possiede migliaia di miliardi di cellule e queste devono essere rifornite ,per sopravvivere, di tutti i nutrienti necessari e soprattutto dell'acqua che è il mezzo in cui i
nutrienti sono sciolti ,e in particolare il glucosio, i sali minerali ed anche le proteine. Il corpo di un uomo adulto contiene circa il 60% di acqua ;l'acqua è presente nel sangue che serve per far galleggiare i globuli rossi e trasportarli, trasportando cosi' anche l'emoglobina e l'ossigeno.

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La secrezione dell'ormone antidiuretico ,come abbiamo visto in articolo precedente fa parte di una struttura a complessità irriducibile.  In altri termini ,se manca un solo componente il tutto non funziona; devono esistere cosmocettori che sono sensibili alla variazione in meno o in pù della concentrazione di acqua nelle cellule; scatenamento di impulsi nervosi che arrivano alla ipofisi posteriore e che rilasciano l' ADH che è ,un polipeptide composto ,nella sua forma attiva di nove aminoacidi, nella sua forma inattiva ,di 164 aminoacidi , evidentemente, perchè funzioni, deve essere attivato e anche questo è un processo molto mirato. Questo ormone poi si lega a dei ricettori del senso della sete nell'ipotalamo, e soprattutto si lega a dei ricettori presenti nei tubuli distali del rene; questo legame scatena una complessa serie di reazioni a cascata che termina coll'introduzione nella membrana cellulare delle cellule renali di proteine specifiche: le acquaporine le quali hanno la capacità di assorbire l'acqua e il sodio e rimetterlo nel torrente sanguigno  

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mieleCome ho già detto in altri scritti, l'organismo per sopravvivere necessita di energia e la trova con la degradazione del glucosio con formazione finale di co2 e acqua in presenza di ossigeno. Esistono nelle grandi arterie dei sensori, di tipo chemiorecettivo  per l'ossigeno, per l'anidride carbonica e per l'idrogeno che si ottiene nei globuli rossi ematici , tramite l'enzima anidrasi carbonica  che catalizza la reazione co2+h2o=h2c03 che si dissocia in h+-hco3; la maggior parte dell'anidride carbonica viene trasportata nel sangue ai polmoni sotto forma di ioni bicarbonato e idrogeno; nei polmoni, dove c'è poca anidride carbonica, lo stesso enzima catalizza la reazione opposta ricostituendo l'anidride carbonica che viene eliminata con l'espirazione. I chemiorecettori delle grandi arterie sono sensibili all'ossigeno, alla anidride carbonica e all'idrogeno.

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In precedenza abbiamo visto che l’emoglobina è essenziale per il trasporto dell’ossigeno ai tessuti, ma l’emoglobina contiene una sostanza chimica chiamata eme che ha una forte affinità con il ferro, il quale a sua volta ha una forte affinità con l’ossigeno; in altre parole l’ossigeno si lega al ferro dell’emoglobina; il ferro è quindi indispensabile alla vita, senza ferro si muore. Ma come avviene il metabolismo del ferro?

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Articolo tradotto con permesso di www.creation.com

Articolo originale http://creation.com/scientists-wrong

 

Tradotto da Manuela Lucarelli

 

Quando i creazionisti suggeriscono alla persona media che l’evoluzione non è scientificamente sostenibile, sovente la risposta è: “Come possono sbagliarsi tutti questi scienziati?”

Ciò è comprensibile. I libri, le riviste, i programmi televisivi, i film e anche le conversazioni quotidiane sembrano confermare costantemente che il big bang, l’origine naturale della vita dal brodo primordiale, e l’evoluzione di ogni cosa vivente da un primo organismo primitivo, sia pienamente accettata dagli scienziati. Si ritiene che le sole persone a mettere in discussione queste cose siano i fanatici religiosi o coloro che sono ignoranti in campo scientifico. Perciò, “tutti questi scienziati” possono sbagliarsi? La storia ci dice senza ombra di dubbio che sì, possono.

Da notare che, anche senza la conferma di risultati dalla sperimentazione, o tentare di falsificare una teoria scientifica tramite osservazioni contrapposte e teorie alternative, le idee di uno scienziato possono essere fortemente influenzate dai suoi pregiudizi filosofici.1 Questo è vero in modo particolare per quanto riguarda l’interpretazione della ‘prova’ piuttosto che per quanto riguarda l’osservazione diretta del fenomeno al momento attuale, e si applica in modo particolare alle teorie riguardo gli eventi storici quali il concetto di evoluzione. In effetti, come vedremo, non solo uno, ma un intero corpo di scienziati può vedere il mondo attraverso un paradigma che è sbagliato in partenza. Questo avviene perché uno scienziato è come ogni altra persona che può aggrapparsi fortemente alle proprie convinzioni anche di fronte a prove evidenti che vi si oppongono.2

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